Il mio percorso
Mi hanno definita attrice poliedrica – e performer situazionista, perché con le mie performance ho fatto spesso irruzione e interrotto situazioni molto diverse, dalle conferenze stampa ai concerti di musica classica, abbattendo la distanza con il pubblico e coinvolgendolo nella narrazione. Ho debuttato con il Teatro Stabile di Bolzano, con il quale ho collaborato per alcune stagioni, e più tardi con il Teatro Stabile in lingua tedesca, le VBB; l’assedio di Sarajevo mi ha condotta molto presto al teatro civile e indipendente. Tra le tante collaborazioni mi piace ricordare quella con Artisti senza Frontiere (Cantiere 1 e 2, Da sotto le pietre, Lada o della memoria, Scatolone Bosniaco), con il Teatro Cortile e la regia dell’australiana Tanya Denny, con la quale è nato un lungo sodalizio artistico dal quale sono nate produzioni come Scarpette Rosse, Maria Stuarda, Make love not war, I monologhi della vagina, Emma, Progetto Mathilde (Bolzano, Roma, New York). A seconda delle urgenze ho prodotto cabaret con testi di satira politica o sociale (Nel nome della mela, Siffri ovvero felice il popolo che non ha bisogno di eroi, Siffri Reloaded, Achtung!A Walsche, Cercasi cervello), spesso interrotta dal pubblico che si sentiva provocato, e testi divulgativi come Ufo al popolo (basato su un’esperienza reale di avvistamento), o come “Delfini” (che narra le NDE – le esperienze di premorte), o testi più teatrali come “Hildegard, la santa disubbidiente” (una rivisitazione di santa Hildegarda di Bingen, immaginata alle prese con visioni del nostro presente), o collaborazioni con giovani musicisti (Shanti Powa, Color Colectif), o di teatro danza ( con La Ribalta – Accademia Arte della Diversità ne “Il Ballo – Der Tanz”).
Mi sono fatta ispirare dal pensiero di donne sapienti, come santa Hildegard von Bingen, e mi sono lasciata istruire e guidare guidare dai Maestri: tra i tanti la Roy Hart Company – Malerargue, Juri Alshiz , Cesar Briè. Ho avuto la fortuna di interpretare i ruoli di tante donne: in questo modo ho avuto il privilegio di vivere tante vite. Nonostante i personaggi non fossero reali, sono entrati a far parte della mia biografia. Tengo nel mio guardaroba, in una scatola, molti dei personaggi che ho interpretato: la sottogonna della regina Elisabetta, i calzini bianchi della terrorista della RAF Gudrun Ensslin, la cuffia da aviatrice di Amelia Erhart, la camicia dei Delfini, la treccia della mia Italiana e gli occhiali di santa Hildegard von Bingen….
