Metto al servizio la mia esperienza per aiutarti a ritrovare coraggio, nuove energie e a riconnetterti con te stesso. Ti guido a comprendere che la nostra esperienza della realtà dipende davvero dagli occhiali che usiamo e che le emozioni sono il linguaggio che usiamo per creare la nostra realtà.
Il nostro corpo, però, è il mezzo attraverso cui facciamo esperienza della realtà ed è il primo strumento che abbiamo per stare meglio.
Occuparsi del corpo significa sorvegliare che abbia ciò che gli serve per funzionare seguendo la sua vocazione di raffinatissimo computer…
anche se prodigioso, ha bisogno di alcuni semplici accorgimenti che generalmente non riconosciamo.
Primo fra tutti, il respiro.
Respirare è il primo atto che facciamo quando veniamo al mondo.
Non conosciamo la consistenza dell’aria né l’esperienza del suo entrare nei polmoni perché siamo vissuti per nove mesi nell’acqua, e la placenta sostituiva il nostro sistema respiratorio. Venendo sul pianeta, dobbiamo imparare a respirare.
Quindi è facile comprendere quanto importante sia una corretta respirazione.
Generalmente, però, respiriamo in modo superficiale, nella fretta di vivere e contratti dallo stress e gli effetti sono facilmente visibili quanto comuni: ansia, depressione, disturbi polmonari, mal di stomaco…e moltissimi disturbi psicosomatici.
La ragione risiede nel diaframma, il muscolo che divide gli organi addominali da quelli respiratori. È il muscolo più importante per i cantanti e gli attori.
Il secondo, fondamentale accorgimento, è l’idratazione.
Il nostro corpo è costituito per l’80% circa di acqua.
L’idratazione è importantissima per il funzionamento di tutti i nostri sistemi, compreso quello osteoarticolare; molto spesso i dolori muscolari sono l’effetto della disidratazione, così come il mal di testa, la cattiva eliminazione, il nervosismo, l’irritabilità e l’ansia.
Il motivo è semplice: con questi sintomi il corpo comunica uno stato d’allarme. Per questo è importante ascoltare il corpo. Forse la nostra infelicità può dipendere per buona parte dalla disidratazione…
il terzo fattore, naturalmente, è l’alimentazione
Può sembrare un’ovvietà, ma so per esperienza che molto spesso assumiamo alimenti non adatti alla nostra costituzione.
Ci sono voluti anni perché un medico riconoscesse che ero fortemente intollerante ai latticini e. più tardi, la mia celiachia.
Ho passato anni vivendo a regime bassissimo, con dolori di stomaco, mancanza di respiro e di energia. In certi periodi non riuscivo ad alzarmi dal letto. La definirono depressione, esaurimento.
Io so che quello stato protratto di malessere, con gli organi irritati che parlavano al posto mio – il fegato avvelenato, incapace di smaltire tutte quelle tossine che accumulavo mangiando quello che il mio corpo riconosceva come veleno, parlava con parole di rabbia, giudicante e aggressivo; lo stomaco, che non digeriva, mi inviava pensieri depressivi e scoraggianti che contraevano il mio diaframma in una morsa; e infine il cuore, sopra il diaframma contratto, non riusciva a espandersi a battere come era la sua vocazione…
una volta scoperti i veleni, in una settimana di dieta avevo riacquistato non solo piena salute, ma anche l’energia! Camminavo sempre a piedi, non usavo più la macchina, e godevo dell’energia delle mie gambe, del contatto dei piedi sul terreno. Un’azione tanto semplice mi riempiva di gioia! Avevo passato anni a languire, senza forza vitale, e quello mi sembrava un miracolo.
Per ultima, ma non per questo meno importante, l’attività fisica.
Non sono mai stata una sportiva, faticare non mi è mai piaciuto.
Ma quando ho ricominciato a camminare, ho riconosciuto l’effetto che aveva sulla mia energia e sul mio organismo. L’atto stesso di camminare – meglio se a piedi scalzi – stimola gli organi attraverso i punti riflessi sotto i piedi, che vengono massaggiati mentre posiamo un passo dopo l’altro, riattiva la circolazione sanguigna, aumenta l’apporto di ossigeno ai nostri tessuti– e anche al cervello! – contribuendo al nostro benessere.
Una volta controllati questi parametri e queste semplici abitudini quotidiane, possiamo passare al nostro personaggio.
Una persona gioiosa non ha nulla da nascondere, e molto da condividere.
Un depresso, o una persona arrabbiata e risentita, faticherà a sostenere lo sguardo, e le parole che pronuncerà saranno cariche delle emozioni che li abita.
Cambiando la postura del corpo, cambia anche la postura della mente.
Allungarci in modo consapevole verso l’alto, sentendoci saldamente ancorati a terra e connessi con il cielo, estende la colonna vertebrale, liberando gli organi contratti da una postura di chiusura, cambia la nostra postura anche mentale.
Dal teatro ho imparato che un buon attore non è quello sensibile, che sente le emozioni recitate – ma quello che pensa velocemente.
Il motivo è semplice: il teatro dovrebbe rappresentare la verità, ma le emozioni prodotte sono false. Al contrario, pensieri chiari creano automaticamente emozioni autentiche.
Anche nella vita funziona così: i pensieri creano le emozioni.
E se le emozioni sono il linguaggio con il quaale comunichiamo con il mondo della materia, creando o distruggendo, possiamo facilmente intuire il potere che abbiamo di disegnare la nostra realtà.
Alleno a riconoscere le emozioni e i pensieri, a scardinare sistemi di credenze limitanti e ritrovare Cuor-aggio e autenticità, per vivere con più consapevolezza e più gioia.








